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Super Paper Mario: avventura in 5D

Copertina di Super Paper Mario, con il marchio "Nintendo Selects"

Nell’immagine, la copertina di Super Paper Mario, con il marchio “Nintendo Selects”

Ben ritrovati, esploratori! Dopo esserci lasciati con la recensione dello scoppiettante “Paper Mario: Il Portale Millenario” (trovate qui il link: [inserire link]) , mi pare più che giusto proseguire la rotta con il terzo capitolo della saga di Paper Mario, ossia “Super Paper Mario”!

Prima di andare avanti mi pare opportuno fare una precisazione: se, almeno per adesso, ho saltato il primo Paper Mario, uscito per Nintendo 64 nel 2000, è semplicemente perché ho voluto direttamente dedicarmi ai due giochi considerati (e a ragione, a mio parere) i migliori della saga, per esprimere al meglio il loro valore. Ritengo un gioco solido e ottimo anche il primo Paper Mario, semplicemente non era il primo a cui volevo dedicarmi.

Detto ciò, iniziamo con Super Paper Mario!

Presentazione generale

Super Paper Mario è il terzo videogioco della saga RPG minore della serie di Super Mario “Paper Mario”. Piccola curiosità: era stato già parzialmente citato nel predecessore, dove un Toad dice che il seguito di Paper Mario: Il Portale Millenario renderà felici i fan di Luigi!

Originariamente sarebbe dovuto uscire nel 2006 per Nintendo GameCube, stessa console del predecessore; gli sviluppatori, ossia Intelligent Systems, e Nintendo hanno poi deciso di pubblicarlo sia su GameCube che su Wii, la nuova console di prossima uscita, salvo infine decidere definitivamente di farlo uscire nel 2007 esclusivamente su Wii, di modo da dare una spinta alle vendite della console. Beh, ci sono riusciti, considerato che, nonostante la relativa “nicchia” che è la saga di Paper Mario, è riuscito a vendere oltre 4 milioni di copie, record assoluto finora imbattuto nella saga, che gli ha permesso di avere il marchio di pregio “Nintendo Selects”!

Inoltre, è l’ultimo videogioco originale della saga ad essere stato prodotto dal team originale, dato che successivamente Miyamoto, volendo rivoluzionare la saga, ne ha licenziato il 90% dei componenti, cambiando radicalmente il team di sviluppo, rimasto sostanzialmente lo stesso fino al ritorno dei vecchi membri in occasione del remake di “Paper Mario: Il Portale Millenario” nel 2024 per Nintendo Switch. Questo avrebbe provocato uno snaturamento notevole della serie, che ha cambiato molti connotati a partire da Paper Mario: Sticker Star, il quarto titolo (3DS, 2012); ma questa è un’altra storia.

Il gameplay

Anche Super Paper Mario cambia abbastanza la formula dei primi due titoli della saga, ma mantenendo comunque la trama complessa, vari aspetti del genere RPG, i personaggi originali e altri aspetti caratteristici della serie.

Ciò che lo rende un assoluto unicum nella saga, e un po’ anche nella storia dei videogiochi salvo pochissime e vaghe eccezioni, è il suo essere un ibrido nel vero senso della parola.

Il gioco è al tempo stesso un RPG e un platform. Vi chiederete come sia possibile una cosa del genere. Andiamo a vederlo!

Bisogna partire da un’importantissima feature del gioco, anche lei unica nel suo genere e molto innovativa per l’epoca (e un po’ anche oggi…): di base Super Paper Mario è un gioco in 5D. L’ambiente di base è reso in 2D, ma Mario sin da quasi subito assume il potere del Flip, che gli permette di “svoltare” le dimensioni, potendosi muovere per qualche secondo (c’è una barra ricaricabile a segnalare il tempo, e se si scarica perdi 1 PV) in una versione 3D dell’ambiente in cui si trova.

Ergo, principalmente l’overworld è in 2D (anche perché gli altri 3 personaggi giocabili, ossia Peach, Bowser e Luigi, non hanno il Flip) e ci si muove in stile platform/sidescrolling, come nei classici giochi di Super Mario Bros.

Anche il gameplay da quel punto di vista è molto simile ai Mario Bros.: si può saltare sui nemici, si evita certi tipi di ostacoli…ma c’è un però! Come avevo accennato, anche il genere RPG rimane, ed è fondamentale quanto la componente platform.

I PV rimangono, così come la possibilità di salire di livello, cosa che o aumenta i PV di 5 o ti raddoppia l’attacco, ma stavolta non ci sono i Punti Stella: per migliorare le proprie statistiche c’è il punteggio, come nei Mario Bros., che quindi ha effettivamente un effetto sul gameplay. Si guadagnano punti sconfiggendo i nemici, ovviamente, ma anche assumendo certi tipi di oggetti, come i funghi. Tornano dagli scorsi capitoli, con nuovi arrivati, gli oggetti, con alcuni effetti modificati dal nuovo stile di gioco.

Il telecomando Wii ha un sacco di usi inediti dati dalla presenza di un cursore, come poter rilevare porte nascoste o poter analizzare il mondo di gioco in presa diretta.

I partners ritornano, ma stavolta sono creature create dagli Antichi 1500 anni fa, sempre con diverse abilità usabili nell’overworld per risolvere enigmi ambientali e/o sconfiggere nemici. Inoltre, come già detto, ci sono 4 personaggi giocabili con anche loro diverse abilità (quella di Mario è ovviamente il flip)

Un altro elemento RPG da segnalare è il fatto che i nemici, a differenza che in un vero platform, hanno dei pattern effettivi di attacco con dei danni inflitti, oltre ad avere dei PV a loro volta. Inoltre, per sconfiggere certi di loro bisogna usare tecniche non “convenzionali” per un platform, che possono coinvolgere il Flip, per esempio.

La trama

Ma il vero punto forte del gioco (come se gli altri non fossero, lol), e che lo distacca nettamente dagli altri, persino dal precedessore, è la trama notevolmente matura e complessa, da molti paragonata addirittura ad un romanzo di genere fantastico, persino per un gioco di Mario. Arriva ad affrontare temi fortissimi come l’amore, la distanza, nostalgia, la vendetta, il risentimento, il tutto con colpi di scena degna di grandi produzioni.

Senza voler anticipare troppo, già l’inizio rompe completamente la tradizione dei giochi classici di Mario, come già un pochetto il predecessore, ma qui ancora di più: Peach viene rapita…ma non da Bowser! Ma Mario e Luigi ovviamente credono subito a lui, e arrivano, come in un classico Mario Bros. (parte non narrata), fino al suo castello per accusarlo, salvo trovarlo che sta proprio organizzando il rapimento della principessa. Proprio allora si rivela il vero rapitore della Principessa, ossia il Conte Cenere, che porta tutti via con sé, lasciando Mario svenuto nel castello di Bowser.

Va detto che in realtà il gioco, ancora prima dello schermo del titolo, si apre con una scena collocabile qui temporalmente: il Conte Cenere, aiutato dalla sua segreteria Nastasia, cerca di far sposare Bowser e Peach per risvegliare il Cuore Oscuro, necessario per distruggere tutti i mondi, con Luigi e gli scagnozzi di Bowser ad assistere, volenti o nolenti.

Intanto, Mario viene soccorso da Tippi, un Pixl farfalla, che lo porta da Merlon, tipologia di personaggio non nuova nella serie, che gli spiega il piano nefasto di Cenere, dettato dal Profeticus Tenebrae, per cui è stato scritto in risposta il Profeticus Lucis, che narra di quattro eroi (i 4 personaggi giocabili) che, trovando gli otto Cuori Puri (1 per ogni capitolo del gioco, tranne l’ottavo che è quello conclusivo; il primo Cuore lo ha già Merlon), sono destinati a spegnere il Cuore Oscuro e chi lo usa.

Mario parte quindi all’avventura, ma non andrò oltre, un po’ per brevità, un po’ per non rovinare la sorpresa: il gioco è molto simbolico, complesso e colmo di colpi di scena, come quello legato a Dimensio, uno dei principali scagnozzi di Cenere.

Solo una piccola digressione: anche in questo gioco sono presenti degli interludi (ed è purtroppo l’ultimo gioco della saga ad averli), ma, a parte per un aspetto, non hanno una struttura fissa: in uno giochi in anticipo come Peach, in un altro come Luigi, poi nei successivi segui i colloqui di Cenere con i suoi scagnozzi, che mandano avanti in maniera decisiva la storia. L’unico elemento fisso degli interludi sono delle “memorie”, che raccontano il passato di Cenere…e di Tippi, e sono il succo della storia, essendo quelle che spiegano davvero da cosa è nato tutto, e contenendo tutti i più grandi temi del gioco.

Conclusioni

Super Paper Mario è un gioco veramente difficile da riassumere in un articolo di blog. Non basterebbero 800 pagine ad approfondirlo in ogni suo aspetto, sia di gameplay sia soprattutto di trama. Ho fatto del mio meglio con i mezzi che avevo, e forse è meglio così: è un gioco che merita di essere scoperto giocandolo effettivamente, in tutte le sue sfaccettature.

Andando ai voti, mi sento di darne due separati: 8/10 al gameplay, che è innovativo e unico nel suo genere, anche se purtroppo a volte il suo voler tenere il piede in due scarpe, sebbene ambizioso e degno di stima, lo rende un po’ confuso, ma tende a non annoiare. Inoltre, viste le possibilità del 5D, mi aspettavo ancora più segreti nell’overworld di quanti ce ne sono davvero.

Di contro, la trama è da 10 e lode/10: è intricata, coinvolge molti personaggi che sono spesso imprevedibili, non conoscibili a 360 gradi e causa di grandi colpi di scena, oltre ad affrontare con coraggio temi anche notevoli.

Forse non è fatto per piacere esattamente a tutti, visto la sua natura non immediatamente comprensibile, che necessita di un attimo di apertura mentale, ma il mio consiglio è di dargli comunque una chance, se riuscite e avete voglia. A mio parere, è l’ultimo Paper Mario veramente degno di questo nome.

Spero di avervi convinto! Alla prossima, esploratori! 😀

-The Dream Maker